Patologie

Tumori della testa e del collo

I tumori della testa e del collo possono svilupparsi in alcune aree specifiche del distretto cervico-facciale.

Che cos'è

Le sedi interessate dai tumori della testa e del collo sono:

  • cavità orale (labbra, lingua, bocca, gengive e palato);
  • faringe (tonsille, rinofaringe e base della lingua);
  • laringe;
  • ghiandole salivari (parotide, sottomandibolare, sottolinguale e salivari minori);
  • tiroide;
  • naso (cavità nasali, seni paranasali e base cranica);
  • orecchio;
  • occhio.

La laringe rappresenta la sede più frequente di localizzazione dei tumori del distretto cervico-facciale, seguita dal cavo orale e dalla faringe.

Secondo il rapporto del 2020 dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), i tumori della testa e del collo costituiscono circa il 3 per cento dei tumori maligni. In Italia ogni anno si diagnosticano circa 10.000 nuovi casi, con una maggiore incidenza negli uomini (circa il 4 per cento) che nelle donne (circa il 2 per cento). I tumori della tiroide di nuova diagnosi nel 2020 sono stati circa 13.000, con una maggiore frequenza nelle donne (circa il 5 per cento) rispetto agli uomini (circa il 2 per cento). La fascia di età più colpita è quella compresa fra i 50 e i 70 anni, a eccezione dei tumori delle ghiandole salivari e della tiroide che compaiono in età più precoce.

Oltre il 90 per cento dei tumori della testa e del collo è rappresentata da tumori che originano prevalentemente da carcinomi spinocellulari (o carcinomi a cellule squamose o epidermoidali, dal nome delle cellule che rivestono le mucose di tale distretto). La restante quota (circa il 10 per cento) è invece rappresentata da tumori che originano da altri tessuti come i melanomi (da cellule che producono la melanina), i linfomi (dai tessuti linfatici), i sarcomi (da cellule mesenchimali), i tumori della tiroide (dalle cellule tiroidee) e gli adenocarcinomi delle ghiandole salivari.

A seconda dello stadio di malattia, la sopravvivenza globale è migliore rispetto a quella di tumori in altre sedi che risultano generalmente più aggressivi, con una media di guarigioni che va dal 50-60 per cento a quasi il 90 per cento per i tumori tiroidei.

Segni e sintomi

I sintomi possono presentarsi in maniera diversa, in base alla sede anatomica interessata e all’estensione della malattia. Quelli più comuni, che possono rappresentare un campanello d’allarme soprattutto se persistono per un periodo superiore alle tre settimane, sono:

  • bruciore o dolore in bocca, associati a ulcerazioni anche sanguinanti;
  • presenza di macchie bianche o rosse a livello della mucosa orale;
  • mal di gola;
  • raucedine o abbassamento persistente del tono della voce (disfonia);
  • difficoltà nella deglutizione (disfagia);
  • difficoltà o ostruzione respiratoria con senso di "ingombro in gola";
  • tumefazioni persistenti (spesso non dolorose) del collo;
  • piccole ma costanti emorragie nasali;
  • otite media;
  • perdita di peso (che talvolta può compromettere le condizioni generali).

Fattori di rischio e prevenzione

Circa 8 tumori su 10 della testa e del collo sono correlati al fumo di sigaretta e al consumo di alcolici.

Altri fattori di rischio sono le infezioni virali da virus di Epstein-Barr (EBV) o da Papilloma virus umano (HPV). In quest’ultimo caso, spesso si tratta di tumori della tonsilla o della base della lingua: patologie che compaiono in età giovane e solitamente correlate ad abitudini sessuali (es. numero di partner, sesso orale). In queste tipologie di tumori la positività al Papilloma virus umano è correlata a una maggiore sensibilità alla chemioterapia e alla radioterapia, rappresentando quindi un fattore prognostico favorevole.

L’infezione da virus di Epstein-Barr e alcune abitudini alimentari (es. consumo di pesce e cibi in salamoia) sono invece i principali fattori di rischio per i carcinomi del rinofaringe, più frequenti nelle popolazioni dei paesi asiatici e dell’Africa del Nord.

L’esposizione professionale (es. lavoratori del legno quali falegnami e parquettisti) e l’uso di sostanze topiche (es. cromo, nichel e acido isopropilico) sono spesso correlati ai tumori delle cavità nasali e dei seni paranasali.

Infine altri fattori di rischio sono rappresentati dalla cattiva igiene orale e da un consumo insufficiente di frutta e verdura.

Per il tumore della tiroide il principale fattore di rischio è rappresentato dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, seguito, in misura minore, da una dieta povera di iodio, fattori genetici e sindromi endocrine multiple.

Oltre all’astensione da fumo e alcol, le misure preventive da adottare per ridurre l’incidenza e la morbilità dei tumori della testa e del collo sono l’igiene orale, lo screening e la vaccinazione.

Diagnosi

La diagnosi precoce della malattia è di fondamentale importanza e si basa su una serie di accertamenti.

L’esame clinico prevede:

  • palpazione della lesione sospetta, al fine di valutarne il grado di infiltrazione;
  • esplorazione del cavo orale per via diretta o tramite tecnica endoscopica (video-endoscopia), nel caso in cui le strutture anatomiche non siano facilmente accessibili a occhio nudo. La video-endoscopia consiste nell’impiego di fibre ottiche rigide e flessibili (luce bianca e luce NBI) collegate con una telecamera a un monitor o a sistemi di registrazione. L’utilizzo del fibroscopio, oltre a fornire una descrizione macroscopica della neoplasia e a valutare la funzionalità (es. motilità delle corde vocali), permette in molti casi di eseguire un prelievo bioptico per la conferma diagnostica;
  • accurata esplorazione delle stazioni linfonodali tramite la palpazione del collo, per definire l’eventuale estensione della malattia in tale sede;
  • analisi del sangue, utili nei tumori della tiroide e delle paratiroidi come elemento guida e di valutazione del successo terapeutico.

La biopsia è il prelievo di un frammento di tessuto sospetto su cui vengono effettuate analisi di laboratorio per ottenere una precisa istologia della malattia. La biopsia può essere effettuata tramite:

  • anestesia locale;
  • anestesia generale, nei casi in cui la malattia non sia facilmente esplorabile o il paziente, per vari motivi, non sia in grado di sottoporsi a manovre endoscopiche;
  • agobiopsia sotto guida ecografica, in caso di tumefazioni a livello della regione laterale o anteriore del collo.

Dopo la diagnosi istologica è necessario eseguire degli accertamenti radiologici (esami di stadiazione) per confermare l’estensione del tumore, in modo da definire la programmazione terapeutica più adeguata e la successiva valutazione dei risultati terapeutici (follow-up).

Fra gli esami radiologici effettuati in fase di stadiazione e follow-up vi sono:

  • l’ecografia per lo studio dei linfonodi del collo;
  • la Tomografia computerizzata (TC) per escludere la presenza di localizzazioni a distanza a livello polmonare o encefalico;
  • la Risonanza magnetica (RM) sia per definire l’estensione del tumore e i suoi rapporti con le strutture vicine che come esame di rivalutazione a seguito del trattamento;
  • la Tomografia a emissione di positroni (PET) con fluorodesossiglucosio (FDG) per identificare l’estensione della malattia a livello dei linfonodi loco-regionali o a distanza.

Questi ultimi tre esami vengono utilizzati inoltre come integrazione iconografica alla Tomografia computerizzata di simulazione, durante la fase di pianificazione del trattamento radiante.

Cure e trattamenti presso il CRO

La scelta del trattamento del paziente con tumore della testa e del collo deve essere effettuata tenendo in considerazione diversi aspetti quali il tipo di tumore, la sede e lo stadio della malattia, le condizioni generali del paziente e le sue volontà. La valutazione del trattamento è frutto della collaborazione di più specialisti (otorinolaringoiatra, oncologo medico e radioterapista) che si riuniscono ogni settimana, durante le cosiddette visite multidisciplinari del comitato ORL (cavo orale).

Per i tumori della testa e del collo il trattamento di prima scelta è spesso rappresentato dalla chirurgia: grazie all’avvento di nuove tecnologie (come la chirurgia endoscopica, la microchirurgia e la chirurgia laser) è in grado di garantire risultati oncologici adeguati con approcci mini-invasivi permettendo, nella quasi totalità dei casi, la conservazione delle funzioni principali (voce, deglutizione) e dell’aspetto estetico del paziente. Nei casi in cui queste metodiche non siano realizzabili e sia necessaria una demolizione chirurgica più estesa, ci si può avvalere dell’ausilio di protesi fonatorie (es. chirurgia della laringe) e della chirurgia ricostruttiva, quasi sempre realizzata in corso della stessa seduta operatoria.

Altrettanto fondamentale per la cura dei tumori della testa e del collo è la radioterapia: trattamento di prima scelta nei tumori del rinofaringe e trattamento esclusivo con intento curativo, in alternativa alla chirurgia, nei tumori a stadio iniziale di alcune sedi (es. laringe, orofaringe e ipofaringe). Associata alla chemioterapia può essere valutata come alternativa terapeutica a scopo di preservare l’organo rispetto alla chirurgia demolitiva, necessaria nei casi di estensione più avanzata della malattia o nei casi in cui la chirurgia non risulti possibile. La radioterapia è inoltre indicata in fase postoperatoria in presenza di malattia residua o fattori di rischio per la comparsa di recidiva a livello locale. L’utilizzo di nuove tecniche – intensità modulata e guidata da immagini digitali (IMRT/IGRT) e stereotassi (SBRT) – ha consentito di ridurre gli effetti collaterali, diminuire la durata totale del trattamento e, nel caso di recidiva di malattia in pazienti già sottoposti a radioterapia standard, di consentire il ritrattamento di piccoli volumi di tumore.

La chemioterapia può essere:

  • di supporto: nei casi di tumori della testa e del collo in stadio avanzato;
  • di prima linea: in associazione alla radioterapia nel trattamento di tumori del rinofaringe e delle tonsille palatine di piccole dimensioni.

L’introduzione dei farmaci immunoterapici ha portato a un ampliamento della scelta farmacologica con conseguente riduzione della tossicità e consentendo anche il trattamento di pazienti in età avanzata.

Oltre al chirurgo, al radioterapista e all’oncologo, nella gestione del paziente e degli effetti collaterali che si possono presentare in corso di trattamento intervengono altre figure professionali: l’infermiere dedicato, il nutrizionista, il gastroenterologo, il logopedista, il terapista del dolore e lo psicologo.

Al termine delle terapie mediche o chirurgiche il paziente viene inserito all’interno di un programma di controlli medici, strumentali e di laboratorio regolari e continui, al fine di diagnosticare tempestivamente la presenza di un’eventuale ripresa della malattia.