Al CRO inaugurata la nuova Tomoterapia
Il macchinario, acquistato con 8 milioni di euro di fondi regionali, consentirà di eseguire trattamenti radioterapici più precisi e con meno effetti collaterali
"I risultati non arrivano mai per caso, ma sono il frutto di scelte precise, spesso anche contestate, che nel tempo dimostrano la loro validità. Ciò che abbiamo messo in campo ad Aviano va in questa direzione, a vantaggio della sanità del Friuli Venezia Giulia e dei suoi pazienti". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi intervenendo oggi in occasione dell'inaugurazione della nuova tomoterapia del Centro di Riferimento Oncologico, acquisita grazie a un finanziamento regionale di circa 8 milioni di euro e che entrerà in funzione la prossima settimana.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il direttore generale Giuseppe Tonutti, il direttore scientifico Gustavo Baldassarre e il sindaco di Aviano Paolo Tassan Zanin. Il cronoprogramma dei lavori e le specifiche tecniche del nuovo macchinario sono state illustrate da Raffaello Uliana (direttore Approvvigionamenti, economato e logistica), Eugenio Borsatti (direttore Dipartimento delle alte tecnologie), Andrea Dassie (direttore Fisica sanitaria) e Maurizio Mascarin (direttore Oncologia radioterapica).
La nuova apparecchiatura, di ultima generazione, è dotata di un sistema che consentirà di eseguire trattamenti radioterapici avanzati su diverse tipologie di tumori: in particolare, quelli con volumi irregolari, patologie toraciche, mesoteliomi, neoplasie della base cranica, sarcomi dei tessuti molli, tumori pediatrici e alcune forme di neoplasie cerebrali che richiedono trattamenti cranio-spinali.
Il sistema permette, inoltre, procedure guidate ad alta energia con immagini di controllo di elevata qualità, sincronizzandosi con i movimenti respiratori del paziente e garantendo un'analisi estremamente precisa della dosimetria.
I lavori di adeguamento dei locali e di installazione del macchinario, avviati a novembre 2025, si sono conclusi in sei mesi secondo il cronoprogramma. Nella sala è stata, inoltre, ripristinata l'ambientazione con immagini dedicate all'umanizzazione delle cure, donate dall'associazione Pier Pura Energia d'Amore.
Riccardi ha sottolineato come l'investimento s'inserisca in un percorso più ampio di riorganizzazione e rafforzamento del sistema sanitario regionale, "che passa anche attraverso l'approvazione della rete oncologica, la scelta del direttore unico tra Azienda sanitaria Friuli Occidentale e CRO, la stabilizzazione dei ricercatori, gli interventi realizzati nella struttura e la realizzazione della sede della scuola di specialità in oncologia medica. Si tratta di decisioni che richiedono tempo, ma che oggi iniziano a produrre effetti concreti".
"L'Istituto - ha aggiunto Riccardi - ha ormai intrapreso un percorso chiaro e si inserisce in una strategia che la Regione ha avuto il coraggio di portare avanti, nonostante le difficoltà e le resistenze incontrate. È un esempio concreto di cosa significhi governare: assumersi responsabilità, affrontare i contrasti e proseguire con determinazione".
L'assessore regionale ha, quindi, ribadito la necessità di un modello organizzativo basato sulla multidisciplinarietà e sulla concentrazione delle attività. "Le scelte compiute mirano a rendere il sistema più efficace. Le cure devono essere organizzate garantendo un'adeguata prossimità per il paziente, ma allo stesso tempo è essenziale poter contare su tecnologie avanzate che devono trovare nella concentrazione degli interventi chirurgici e percorsi strutturati il loro miglior equilibrio. Difendere modelli frammentati, spesso facendo leva su informazioni incomplete o distorte, non risponde ai reali bisogni di salute delle persone. Per garantire sicurezza e qualità è necessario concentrare la casistica: lo dimostra la scienza, perché dove si eseguono più interventi gli esiti sono migliori".
Infine, Riccardi ha evidenziato come tecnologia e formazione rappresentino un connubio con ricadute positive sui pazienti. "Un istituto di ricerca qual è il CRO deve poter contare su professionisti qualificati, risorse adeguate e una reputazione solida che permetta ai cittadini di scegliere strutture ad alta qualità. La dispersione delle risorse, al contrario, non favorisce il miglioramento degli esiti di salute".
Accanto alle infrastrutture, resta centrale il tema del personale: "anche su questo fronte - ha chiarito l'esponente dell'esecutivo Fedriga - il lavoro è in corso. I giovani professionisti scelgono di lavorare dove possono crescere, con tecnologie avanzate, un'elevata casistica e risultati clinici di qualità".