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Trattamenti oncologici avanzati anche in età pediatrica

martedì 13 gennaio 2026

Il CRO scende in campo per chiedere all’industria farmaceutica un maggiore impegno a favore delle moderne immunoterapie per bambini e adolescenti con linfoma di Hodgkin

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Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano scende in campo per stimolare le industrie farmaceutiche a una maggiore responsabilità a favore dell’oncologia pediatrica, in particolare per i nuovi farmaci immunoterapici che potrebbero ridurre l'impiego della chemioterapia e della radioterapia nei giovani pazienti con linfoma di Hodgkin.

L’impegno arriva attraverso una lettera – pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale The Lancet (link) – firmata dai referenti del Consorzio europeo EuroNet-PHL (European Network for Paediatric Hodgkin Lymphoma), presieduto dal dottor Maurizio Mascarin, direttore dell’Oncologia Radioterapica del CRO.

“I pazienti con linfoma di Hodgkin (una malattia tumorale del sistema linfatico che colpisce, in particolare, bambini, adolescenti e giovani adulti, ndr) hanno oggi eccellenti possibilità di guarigione”, spiega Mascarin. “Il prezzo da pagare, però, è ancora molto alto in termini di possibili effetti collaterali tardivi come danni cardiaci, infertilità o secondi tumori”.

“Le moderne immunoterapie – prosegue Mascarin - consentono un trattamento significativamente più ‘delicato’, diminuendo le dosi di chemioterapia e radioterapia e riducendo al minimo le tossicità a lungo termine, senza compromettere le probabilità di guarigione. Finora, però, è mancato il sostegno dell’industria farmaceutica per questo tipo di studi, soprattutto in prima linea, su bambini e adolescenti in Europa. Questo non è comprensibile dal punto di vista medico e non è accettabile sotto il profilo sociale. Abbiamo bisogno di un impegno comune da parte del settore farmaceutico, delle organizzazioni di finanziamento e della politica affinché il progresso medico arrivi presto anche ai pazienti pediatrici europei. L’attuale ritrosia aggrava le disuguaglianze esistenti nell’assistenza oncologica, perché i bambini con tumore beneficiano molto meno delle innovazioni mediche rispetto agli adulti”.

Tutti i referenti nazionali co-autori della lettera, compresa la professoressa Christine Mauz-Körholz dell’Università Justus Liebig di Giessen (Germania), portavoce del Consorzio, stanno cercando di sensibilizzare le autorità competenti nazionali e l’industria farmaceutica su questa problematica.