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Coop Alleanza 3.0 sostiene il CRO

mercoledì 14 ottobre 2026

La solidarietà dei soci della Cooperativa si traduce in risorse per ricerca, prevenzione e cure oncologiche

donazioneCoop2026

Prosegue l’impegno per sostenere la prevenzione e la cura oncologiche da parte di Coop Alleanza e dei suoi soci. Un impegno che quest’anno può tradursi in un sostegno di oltre 132mila euro, raccolti grazie alla generosità diffusa di più di 50 mila soci che hanno donato punti della raccolta Coop in punto vendita o online.

Tanti, infatti, sono i gesti di solidarietà compiuti dai soci della Cooperativa, sotto forma di devoluzione dei loro punti-della raccolta, gesti ai quali la Cooperativa ha dato concretezza trasformando quei punti in risorse economiche nella misura di un euro ogni 50 punti raccolti. Quanto raccolto è stato poi donato alle strutture territoriali delle regioni in cui la Cooperativa esercita la sua attività e che lottano quotidianamente contro le patologie oncologiche.

Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, le donazioni contribuiranno a finanziare le attività dei due poli d’eccellenza regionali, il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e il Burlo Garofolo di Trieste. Le donazioni saranno destinate, in particolare, al progetto dedicato alla prevenzione dei tumori ginecologici dell’IRCCS triestino e al progetto per lo sviluppo della ricerca traslazionale a cura dei giovani ricercatori dell’IRCCS avianese.

Dichiara Domenico Trombone, Presidente di Coop Alleanza 3.0: “La solidarietà diffusa che emerge da questa iniziativa è la dimostrazione che, unendo le forze con piccoli ma numerosi gesti è possibile raggiungere importanti risultati, e pertanto è una metafora importante di ciò che la cooperazione, fedele alla sua missione di farsi carico del benessere delle comunità, può realizzare. Siamo orgogliosi che i soci abbiano partecipato e reso possibile, anche quest’anno, una iniziativa così rilevante, che aiuta a studiare, contrastare e superare le malattie oncologiche”.

"I fondi raccolti da Coop Alleanza per il Burlo Garofolo e il Cro di Aviano rappresentano un investimento fondamentale per la lotta contro i tumori, in un settore in cui la ricerca e il progresso tecnologico hanno fatto sì che oggi il cancro possa essere gestito come una malattia cronica. Questo circolo virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato contribuisce ad alimentare una più ampia trasformazione culturale incentrata sulla prevenzione e sulla promozione della salute", ha detto l'assessore regionale alla Salute e Politiche sociali Riccardo Riccardi. Nel suo intervento, Riccardi ha, inoltre, sottolineato l'importanza strategica della stabilizzazione dei ricercatori locali per evitare la fuga di talenti verso l'estero, ribadendo come la necessaria trasformazione del sistema sanitario debba puntare sulla prevenzione e sulla centralizzazione delle cure acute per garantire standard di sicurezza e qualità sempre più elevati.

Il progetto del CRO, illustrato da Giulia Mollica, ricercatrice sanitaria dell’Ufficio Grant della Direzione scientifica, prevede di finanziare la miglior ricerca traslazionale nell’oncologia di precisione pensata e proposta dai giovani ricercatori dell’IRCCS avianese.

“Siamo contenti e onorati che anche quest’anno Coop Alleanza 3.0 abbia deciso di sostenere l’istituto con i proventi della sua iniziativa solidale”, sono le parole di Gustavo Baldassarre, direttore scientifico del CRO. “L’attenzione dei soci Coop nei nostri confronti ha per noi una doppia valenza: da un lato permetterà di portare avanti uno specifico progetto di ricerca e, dall’altro, ci aiuta nella campagna di sensibilizzazione sulla necessità di finanziare la ricerca come unica vera via per migliorare prevenzione e cura in oncologia. Quest’anno, in linea con l’attenzione che la Regione Friuli Venezia Giulia ha avuto e continua a dimostrare per i nostri giovani ricercatori, l’importante donazione sarà destinata a finanziare uno studio proposto proprio dai giovani, perché siamo convinti che da loro possano emergere le idee più innovative, in grado di avere un impatto profondo sulla ricerca dell’Istituto e, auspicabilmente, di offrire, nel medio termine, una ricaduta positiva sulla cura dei malati oncologici”.