Il Campus del CRO di Aviano si rinnova per rafforzare la ricerca
Investimento da 1,5 milioni di euro. Spazi più moderni e funzionali per formazione specialistica, attività scientifica e per attrarre medici e ricercatori grazie all’intervento della Fondazione CRO Aviano ETS
Un intervento da circa 1,5 milioni di euro per rinnovare il Campus del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e rafforzarne la funzione di luogo di formazione, ricerca e accoglienza per specializzandi, medici e ricercatori italiani e stranieri. Il progetto, promosso e attuato dalla Fondazione CRO Aviano ETS – nata dalla volontà delle imprese del territorio, per iniziativa di Unindustria Pordenone, oggi Confindustria Alto Adriatico, con l’intento di affiancare e promuovere le attività di ricerca dell’Istituto pedemontano – è stato presentato oggi nella sede di CAA a Pordenone.
La riqualificazione riguarda 41 posti letto distribuiti in 31 camere, spazi comuni, arredi, opere edilizie e impiantistiche. I lavori inizieranno il 15 settembre e si concluderanno a metà maggio; il Campus, struttura adiacente all’IRCCS e progettata da Paolo Portoghesi, viene così aggiornato alle esigenze di un Istituto nel quale la formazione specialistica assume un peso crescente. La presenza della Scuola di specializzazione in Oncologia medica dell’Università di Udine e la frequentazione del CRO da parte di specializzandi impegnati anche in ginecologia oncologica, senologia e radioterapia rendono l’accoglienza una componente concreta della capacità di attrarre nuove professionalità.
"La Fondazione è nata per esercitare una funzione sussidiaria nei confronti della sanità pubblica ed è dedicata esclusivamente al CRO", spiega Michelangelo Agrusti, Presidente della Fondazione. "Le risorse provengono dalle donazioni dei cittadini e dal 5 per mille, mentre sono la direzione scientifica e quella generale dell’Istituto a indicarne la destinazione". Agrusti ha ricordato che la Fondazione si farà inoltre carico per i prossimi cinque anni della manutenzione ordinaria del complesso. In precedenza, aveva già investito circa 150 mila euro in attrezzature multimediali e software destinati agli spazi formativi del CRO.
La riqualificazione interviene su tre fronti: sul piano edilizio sono previsti il ripristino dell’involucro esterno e degli spazi di transito, nuove finiture e pavimentazioni interne. La componente impiantistica comprende l’adeguamento alle normative antincendio, il trattamento preventivo anti legionella e interventi di efficientamento energetico. Il terzo asse riguarda arredi e dotazioni: le camere saranno completamente rinnovate con soluzioni su misura, mentre nelle aree comuni saranno riqualificati cucina, refettorio e palestra. Quest’ultima sarà interessata da lavori su pavimentazioni, infissi e illuminazione e potrà essere dotata di nuove attrezzature.
Accanto agli alloggi, il progetto dedica particolare attenzione agli spazi di relazione: cucine e refettorio comuni, ambienti per il coworking e luoghi nei quali specializzandi, docenti e professionisti del CRO possano incontrarsi e lavorare insieme. Il layout è stato ridefinito per conciliare capacità ricettiva e autonomia delle singole unità, mentre gli accessi saranno rivisti per migliorarne funzionalità e qualità.
Nel progetto sono coinvolti Paolo Candotti, Project Manager, l’architetto Davide Ceron, direttore dei lavori, e Giovanni Perin, rappresentante del General Contractor Grimel Srl. Agrusti ha rimarcato in questo senso il coinvolgimento di imprese del territorio nella realizzazione dell’intervento.
"Il rinnovamento del Campus del CRO di Aviano è un'operazione estremamente importante perché dimostra l'esistenza di un sistema nel quale diversi soggetti, pubblici e privati, lavorano insieme per rafforzare l'attrattività di un istituto scientifico nel quale la Regione continua a investire e nel quale crede molto. La qualità della ricerca e dell'assistenza passa anche dalla capacità di offrire ai ricercatori e agli specializzandi condizioni adeguate per vivere, formarsi e lavorare. Per questo il Campus e tutto ciò che gli sta attorno rappresentano un elemento importante di questo sistema", ha detto l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo alla presentazione del progetto.
"Un Campus rinnovato e più attrattivo - ha aggiunto Riccardi - potrà diventare una struttura all'avanguardia nell'accoglienza delle nuove competenze che arriveranno al CRO, a partire dagli specializzandi della Scuola di specializzazione in Oncologia medica, per la quale vanno ringraziati il ministro Bernini e il Rettore Pinton, e alla prossima attivazione del nuovo sistema di Protonterapia. Si tratta di un investimento che va letto dentro una strategia più ampia, che punta a consolidare il ruolo dell'istituto come IRCCS e a rafforzarne la capacità di attrarre professionalità e competenze".
"Stiamo inoltre lavorando - ha annunciato l'assessore - sull'ipotesi di una seconda Scuola di specializzazione, in Radioterapia, non appena il nuovo sistema di Protonterapia sarà operativo. Sono tutti tasselli di un'unica strategia: rafforzare la dimensione scientifica, formativa e sanitaria dell'Istituto, mantenendone il ruolo di riferimento nazionale e internazionale. Se vogliamo davvero affermare questo ruolo, però, dobbiamo superare campanilismi e piccole competizioni territoriali e lavorare con una visione complessiva del sistema sanitario regionale".
"Rinnovare il Campus è importantissimo perché dobbiamo essere pronti a ospitare ricercatori provenienti dall’estero e giovani specializzandi", ha detto Gustavo Baldassarre, Direttore scientifico del CRO. "Disporre di una struttura capace di accoglierli in maniera adeguata ci consente di avere una visione molto più ampia anche rispetto al ricambio generazionale che dovremo affrontare nei prossimi anni". Baldassarre ha inoltre riconosciuto il lavoro svolto dalla precedente direttrice scientifica Silvia Franceschi per portare il progetto alla fase di realizzazione.
"L’arrivo della specializzazione in Oncologia ha creato nuove necessità e, se si aggiungerà anche la Radioterapia, dovremo essere attrezzati per accogliere chi viene al CRO per periodi anche lunghi", ha osservato Giuseppe Tonutti, direttore generale del CRO e di ASFO. "Per fare ricerca in determinati ambiti occorre avere una casistica adeguata: stiamo lavorando sulla complementarità delle strutture per aumentare capacità e qualità. In questo quadro il Campus è un elemento fondamentale".
Silvia Franceschi, già Direttore scientifico del CRO, ha spiegato che "un edificio delle dimensioni del Campus, con il suo alto turn-over di ospiti, richiede una costante manutenzione, non sempre conciliabile con le molte necessità e le nuove acquisizioni richieste da una struttura sanitaria. Per questo abbiamo proposto a Fondazione CRO di farsi carico di una serie d’interventi prioritari, che saranno realizzati in collaborazione con prestigiose aziende del territorio, alle quali va il nostro grazie perché attraverso il rilancio del Campus potremo rendere più attrattivo il CRO per giovani professionisti che vogliano intraprendere percorsi di alta formazione".
Il Campus è un complesso a tre piani adiacente all’IRCCS, realizzato per inserirsi in modo armonico nel paesaggio pedemontano. Dall’inizio del 2024 a fine giugno 2026, la struttura ha ospitato 155 giovani: il 25% borsisti e dottorandi, il 54% medici specializzandi e il 21% studenti in stage, per un totale di quasi 26.000 notti di occupazione.