Struttura Complessa

SOC Anestesia e Rianimazione

Attività di ricerca

L’attività di Ricerca dellaSOC di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva è estesa ad ognuna delle attività cliniche proprie della disciplina. Di seguito sono riportati i progetti in atto in Istituto:

Correlazione tra profilo psicologico e grading del dolore post-operatorio dopo chirurgia elettiva oncologica.
E’ noto che l’habitus psicologico e/o le modificazioni della sfera psicologica indotte dalla diagnosi di tumore e dalle sequele dei trattamenti oncologici possono influenzare sia la soglia che il modo di sentire il dolore. Lo studio, che e’ svolto in collaborazione con il Servizio di Psicologia, utilizzando la Patient Controlled Analgesia, si propone di valutare la correlazione tra i profili psicologici dei pazienti ed il grado di sofferenza post-operatoria.

Rotazione degli oppioidi nel dolore cronico da cancro in pazienti resistenti alla morfina.
Nel dolore cronico da cancro non e’ infrequente l’osservazione di soggetti resistenti alla morfina. L’utilizzo di metadone e/o del piu’ nuovo fentanil, dopo la comparsa di resistenza alla morfina, sembrerebbe, in studi non controllati, essere in grado di assicurare la copertura analgesica in questa tipologia di pazienti. Lo studio si propone di valutare l’efficacia di questo approccio e di stabilire le scale equianalgesiche tra i tre differenti farmaci.

Efficacia della gabapentina nel controllo delle parestesie e disestesie secondarie a CT.
La neurotossicità del taxolo e del carboplatino si manifesta con parestesie e disestesie localizzate in genere alle estremità, la cui intensità, ingravescente con il progredire della CT, comporta talvolta l’interruzione del trattamento. Gli antidepressivi triciclici e gli anticonvulsivanti costituiscono il trattamento di scelta per il controllo del dolore neuropatico, ma si accompagnano spesso (specie nell’anziano) a pesanti effetti collaterali. La gabapentina è un anticonvulsivante ben tollerarto. Lo studio prospettico è volto a valutarne l’efficacia sia sulle parestesie che sulle disestesie da CT.

Valutazione dell’efficacia di due differenti regimi di profilassi nel ridurre la prevalenza della trombosi da catetere venoso centrale long-term.
Studi recenti hanno evidenziato trombosi di vario grado occlusivo correlata al catetere venoso centrale (CVC) in oltre il 50% dei soggetti portatori di catetere, e che il fenomeno trombotico si sviluppa prevalentemente entro i primi 8 giorni successivi al cateterismo venoso. Lo scopo dello studio, controllato e randomizzato, è valutare se una profilassi antitrombotica (dalteparina vs dicumarolo vs controllo) short-term (primi 8 gg dopo il CVC; studi precedenti suggerivano una profilassi per l’intero periodo del cateterismo) sia adeguata a prevenire o ridurre l’incidenza di tale complicanza.

Nutrizione preoperatoria con dieta arricchita con arginina, acidi grassi w3 ed RNA nei pazienti da sottoporre a chirurgia oncologica maggiore.
La depressione immunitaria post-operatoria puo’ aumentare il rischio di complicanze infettive post-operatorie. Scopo dello studio, prospettico, controllato e randomizzato, e’ valutare il ruolo dell’apporto preoperatorio di una miscela di immunonutrienti orali nel modulare lo stato immunitario post-operatorio dei pazienti oncologici, e il suo impatto sulle complicanze chirurgiche e infettive post-operatorie.

Il rigoroso controllo della glicemia per migliorare il metabolismo aminoacidico muscolare e la funzione immunitaria dopo gli interventi di chirurgia oncologica maggiore.
L’iperglicemia acuta e la deplezione muscolare di glutammina sono di frequente osservazione nei primi giorni post-operatori. Queste risposte fisiologiche al trauma chirurgico possono ridurre le difese immunitaria del paziente e condizionare negativamente l’outcome. Scopo dello studio prospettico, randomizzato in cross-over, è stabilire se il rigoroso mantenimento della normoglicemia (80-110 mg/dL) mediante trattamento intensivo con insulina migliora il metabolismo muscolare, la produzione di glutammina e la risposta immunitaria dei pazienti sottoposti a chirurgia oncologica maggiore.

Studio sulla qualità della vita nel paziente oncologico con insufficienza intestinale
cronica sottoposto a nutrizione parenterale domiciliare (NPD).
Le indicazioni alla NPD nel paziente oncologico sono oggetto di costante dibattito, soprattutto in merito al rapporto tra gli alti costi economici ed organizzativi ed i benefici per il paziente. Se i costi della NPD sono noti, cosi come alcune interessanti modificazioni dello stato nutrizionale, mancano ancora dati riguardanti gli effetti della NPD sulla qualità di vita, considerato l’end-point più importante nei soggetti non più suscettibili di guarigione. La valutazione della qualità di vita viene attuata mediante le quattro aree del Rotterdam Symptom Check List.

Studio multicentrico su nutrizione parenterale domiciliare vs sola idratazione in pazienti neoplastici incurabili.
L’utilizzo della nutrizione parenterale (NPD) nei pazienti neoplastici incurabili e’ largamente diffuso in Europa e negli Stati Uniti, sebbene vi sia scarsa evidenza del beneficio in termini di durata e qualità della sopravvivenza. In molte casistiche la sopravvivenza media va da 3 a 6 mesi e gli estremi possono essere meno di un mese o più di un anno. L’esperienza precedente ha dimostrato che i criteri di previsione della sopravvivenza sono poco precisi e una breve sopravvivenza e’ di solito piu’ prevedibile di una superiore ai 2-3 mesi. Lo scopo dello studio clinico e’ di valutare quali (tipo di tumore, istologia, stadio, sede metastasi, PS, ecc…) tra i pazienti definiti “incurabili” sottoposti a NPD traggono un reale beneficio (sopravvivenza e qualita’ di vita) dal trattamento.

torna su
ultima modifica: 19 gennaio 2018 Commenti / Suggerimenti