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11 novembre 2020

Bando Giovani Ricercatori FIL 2020 a Federico Pozzo

Il team di Oncoematologia coinvolto nel progetto

Il dottor Federico Pozzo, giovane ricercatore in forza all’Onco-ematologia Clinico-Sperimentale del CRO di Aviano diretta dal dottor Valter Gattei, si è aggiudicato la terza edizione del Bando Giovani Ricercatori della Federazione Italiana Linfomi (FIL), che prevede l’assegnazione di un finanziamento di 100.000 euro a favore di un progetto di ricerca sui linfomi ideato e condotto da giovani sotto i 40 anni.

Il progetto vincitore è una collaborazione tra il CRO di Aviano e il Dipartimento di Onco-ematologia e Osteo-oncologia dell’Università di Modena, diretto dal professor Stefano Sacchi, e vede la partecipazione attiva di un altro giovane ricercatore, il dottor Robel Papotti. È finalizzato a identificare nuovi potenziali marcatori biologici di prognosi nel sottotipo più comune di linfoma, il cosiddetto linfoma diffuso a grandi cellule B (DLCBL).

Nel nostro Paese, a fronte di un’incidenza dei linfomi in generale che si attesta intorno a 4-5 casi ogni 100.000 abitanti, un caso su tre è rappresentato proprio dal DLBCL, una neoplasia aggressiva (con crescita rapida) che, pur rispondendo di norma al trattamento di prima linea, è soggetto a recidiva nel 30% dei pazienti e, quando questo accade, le opzioni terapeutiche restano limitate. È pertanto di fondamentale importanza identificare fattori prognostici in grado di far prevedere al clinico l’evoluzione della malattia.

In questo contesto si innesta il progetto presentato da Pozzo e Papotti, i quali, attraverso una analisi retrospettiva in una coorte ampia di campioni linfonodali di DLCBL, si propongono di analizzare le mutazioni del gene TP53 e l’espressione di una proteina detta AID, nota per avere la capacità di introdurre mutazioni in geni “bersaglio”, tra cui TP53, contribuendo a incrementare la malignità delle cellule del tumore.

Tali analisi saranno condotte mediante l’utilizzo di innovative tecniche molecolari di sequenziamento e i risultati saranno messi in rapporto con l’andamento clinico e la risposta alla terapia. L’identificazione precoce di fattori di rischio molecolari, facilmente tracciabili anche sfruttando i nuovi approcci di biopsia liquida eseguibile con un semplice prelievo di sangue, permetterebbe una rapida identificazione dei pazienti a più alto rischio di recidiva, indirizzandoli verso regimi di terapia diversificati e personalizzati.

La Fondazione Italiana Linfomi è un gruppo di cooperazione spontanea tra clinici e ricercatori impegnati nello studio e nella terapia dei linfomi in Italia. Il Bando Giovani Ricercatori 2020 è reso possibile grazie a fondi messi a disposizione dalla Fondazione Giulia Maramotti, dalla Fondazione GRADE Onlus di Reggio Emilia e da FIL stessa. Lo scopo è sostenere l’attività scientifica di giovani ricercatori italiani e la crescita di gruppi di ricerca all’interno dei centri italiani che si occupano di diagnosi e terapia dei linfomi. Il bando, in particolare, si pone l’obiettivo di finanziare un progetto che introdurrà aspetti innovativi nella gestione diagnostica e terapeutica dei pazienti con linfoma, per conoscere meglio la malattia, migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.

«Il progetto mette a frutto e trasferisce nell’ambito dei linfomi il know-how di laboratorio maturato in anni di ricerca nell’ambito della leucemia linfatica cronica e si inserisce nelle attività che il nostro Istituto mette a disposizione degli studi clinici della Federazione Italiana Linfomi», sottolinea il dottor Valter Gattei.

«Federazione Italiana Linfomi è un contesto in cui la collaborazione tra clinici e ricercatori di laboratorio è quotidiana. Premiare progetti scientificamente validi di giovani ricercatori italiani è un motivo di orgoglio, ma anche un investimento che ci rassicura sul futuro dell’oncoematologia italiana», aggiunge il dottor Michele Spina, Direttore dell’Oncologia Medica del CRO di Aviano e già Presidente FIL.

Il dottor Federico Pozzo si è laureato in Biotecnologie e ha ottenuto un dottorato di ricerca in Biomedical Sciences presso l’Università di Udine, con tesi di laboratorio sviluppate nel contesto dell’Onco-Ematologia Clinico Sperimentale del CRO di Aviano. È rientrato di recente nel percorso di stabilizzazione dei ricercatori del CRO, nell’ambito della cosiddetta Piramide della ricerca degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico promossa dal Ministero della Salute.

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ultima modifica: 11 novembre 2020 Commenti / Suggerimenti