Eventi - Dettaglio

IRCCRO 20086 - Educarsi alla narrazione con le health humanities: strategie e strumenti per prendersi cura dell’altro e di sé

Crediti formativi: 15 ECM
Evento di FSC (Formazione Sul Campo) aperto a tutte le professioni con e senza obbligo di crediti, per un totale massimo di 30 posti disponibili.

tipo:

Corso di formazione

data inizio:

mercoledì 15 aprile 2020

data fine:

giovedì 31 dicembre 2020

durata:

Evento di FSC (Formazione Sul Campo) aperto dal 15 aprile al 31 dicembre 2020 - Le ore di impegno per ogni partecipante sono 10, realizzabili secondo i tempi di ogni discente.

dove:

Indirizzo

Via F. Gallini, 2
33081 Aviano (PN)

indicazioni stradali

contatti:

Contatti

telefono: +39 0434 659830
fax: +39 0434 659864
email: infoformazione@cro.it

Informazioni

Segreteria CAF (Centro Attività Formative) - Direzione Generale

Obiettivo formativo: 12 - Aspetti relazionali e umanizzazione cure.
Tutor: SUTER NICOLETTA

MODALITA' DI ISCRIZIONE:
Il colloquio telefonico preliminare all'iscrizione è utile per comprendere bisogni e aspettative del discente e illustrare obiettivi e metodo di lavoro.
Telefonare al n. 0434659407 oppure cell. 3402929630.
Successivamente inviare la scheda di iscrizione alla segreteria organizzativa

ABSTRACT:
La medicina narrativa o medicina basata sulle narrazioni rappresenta un approccio che utilizza le competenze narrative per migliorare la conoscenza scientifica della malattia (Lewis, 2011) ed un mezzo per legare fra loro biologia e biografia, scienza e umanesimo. La stessa medicina basata sulle prove di efficacia può beneficiare di ciò che emerge dal dialogo clinico tra operatore e paziente (Holmgren 2011; Chin-Yee 2018), perchè attraverso la narrazione si crea un ponte tra aspetti oggettivi e soggettivi, tra competenza clinica del curante ed esperienza vissuta da ogni singolo paziente.
Gli interventi educativi con approcci narrativi servono dunque a preparare studenti e professionisti ai processi decisionali con i pazienti, proprio perché sviluppano le loro abilità di osservazione, attenzione, ascolto, empatia (dunque la capacità di cogliere il vissuto dal punto di vista dell'altro) ed anche la riflessione e la creatività (Charon et al. 2017). Tali interventi, attraverso l'utilizzo delle health humanities (quali le arti visive, la letteratura, la musica, il cinema, il teatro ecc.) promuovono un miglioramento delle relazioni professionali e interpersonali in senso ampio ed una migliore comprensione e cura di sé. "L'imperativo etico per il mondo medico è quello di prendersi cura degli altri, ma questo imperativo è privo di senso se lo separiamo da quello di prendersi cura di sé. Come possiamo sperare di prenderci cura degli altri se noi stessi siamo bloccati dalla sofferenza, dal risentimento o dal burnout?" (Irvine, 2009). Di qui l'importanza, anche da un punto di vista etico, che ogni curante senta la responsabilità di apprendere dalle proprie esperienze e dai propri vissutiti, come premessa indispensabile a un buon lavoro di cura di altri. Questo è tanto più vero in situazioni/periodi di sovra stress (ad es. in occasione di eventi critici delle singole persone e/o di fenomeni di emergenza collettiva), in cui possono riemergere i temi della compassion fatigue e del burnout.
Per prendersi cura di chi cura, quindi dei curanti, la narrazione diviene strumento fondamentale per la comprensione, la creazione e la ricreazione di se stessi. Attraverso l'educazione narrativa è possibile offrire uno spazio di pensiero per esplorare, riflettere e dare un senso alle esperienze difficili che gli operatori sanitari si trovano ad affrontare quotidianamente, per imparare a gestire tali vissuti anziché venirne travolti. Questa metodologia prevede sia il lavoro individuale che la condivisione delle riflessioni, esperienze, storie con altri dando così risposta ad un bisogno fondamentale, quello della "connessione" fra esseri umani.
La pedagogia narrativa si fonda su queste esperienze di apprendimento: close reading e/o close looking di testi narrativi, scrittura riflessiva e creativa "all'ombra" dei testi, condivisione delle riflessioni e delle scritture con il facilitatore e con i pari (Milota MM et al. 2019).
E' stato pertanto progettato un percorso educativo di 10 ore con il fine di promuovere l'allenamento di alcune competenze narrative fondamentali, da cui il discente può trarre elementi per la cura di sé e per la cura delle relazioni professionali e interpersonali in senso ampio, comprese le relazioni di aiuto con pazienti e familiari.

Obiettivi:
Il percorso educativo di training intende:
- allenare le 4 abilità linguistiche core (parlare, ascoltare, leggere, scrivere), che costituiscono le fondamenta delle varie forme di narrazione e che contribuiscono ad acquisire una maggiore consapevolezza rispetto all'uso dei vari linguaggi (le parole, i gesti, la prossemica, il silenzio ecc.)
- allenare lo sguardo "alla diversità" e/o alterità, per poterla comprendere come una opportunità anziché viverla come un ostacolo
- riflettere sul tema della "vulnerabilità" (dei pazienti e dei curanti), anche in relazione a situazioni critiche, come la malattia oncologica e/o di emergenza collettiva
- riflettere su come le storie e quindi le relazioni cambiano (per tipologia, qualità, "densità") in dipendenza del contesto (esperienze di vita ordinaria, esperienza straordinarie che interrompono il normale flusso dell'esistenza)
- ricercare e individuare in forma soggettiva strategie e strumenti narrativi che favoriscano la promozione del benessere personale e relazionale e che promuovano l'abitudine alla cura di sé
- approfondire lo strumento della scrittura, un elemento centrale della pedagogia narrativa, in quanto insegna al soggetto ad approfondire le proprie esperienze ed il proprio linguaggio, ed anche a raffinare le proprie capacità riflessive

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ultima modifica: 16 aprile 2020 Commenti / Suggerimenti